IL CORPO E LA GESTALT

IL CORPO E LA GESTALT UNA VISIONE INTEGRATA
La psicoterapia tradizionale eredita dalla nostra cultura una visione dualistica della relazione mente-corpo. Il processo terapeutico, pone l’accento quasi esclusivamente sul cambiamento dei costrutti mentali e cognitivi. William Reich é stato storicamente il primo autore a dare importanza alla vita corporea in relazione ai problemi mentali, studiando come le difese del carattere si manifestino nella postura e nelle tensioni , nella respirazione dando vita alla così detta “ corazza muscolare “.

Fritz.Perls allievo di Reich, con la Terapia della Gestalt da vita ad un approccio totalmente nuovo, il suo metodo di fare terapia prevede un approccio Olistico , che considera mente e corpo, come aspetti inscindibili, ricerca l’unita della persona considerando l’organismo nella sua totalità , pensieri, emozioni, movimenti… ma non come semplice somma di queste parti in quanto l’individuo è :
IL FRUTTO DEL FUNZIONAMENTO INTEGRATO NEL TEMPO E NELLO SPAZIO DEI VARI ASPETTI DEL TUTTO.

Quando ciò di cui facciamo esperienza a livello mentale ed a livello corporeo, viene vissuto in maniera integrata, la realtà che ne risulta e più profonda di ciascuna delle due vissute separatamente.
La Terapia  della  G estalt individua cinque livelli d’esperienza :

  • il livello cognitivo- verbale
  • Il livello immaginativo
  • Il livello emotivo
  • il livello sensorio
  • livello corporeo

Si ha una concezione per la quale, la consapevolezza é un processo che si sviluppa e si muove attraverso tutti e 5 i livelli.
Quanto maggiore è il coinvolgimento e l’armonizzazione di questi livelli, tanto più sarà ricca e completa la consapevolezza che la persona avrà di sé, ciò consentirà all’organismo, di avere un contatto soddisfacente anche con l’ambiente che lo circonda e dal quale non è separato.

La crescita e lo sviluppo dell’essere umano sono in profonda relazione con l’ambiente in cui si sviluppa e di cui fa parte, é quindi fondamentale la qualità del contatto con l’ambiente, attraverso il quale la persona, può trovare e assimilare ciò di cui ha bisogno per la sua sopravvivenza e il suo sviluppo, rifiutando quello che non può essere assimilato e utilizzato.Se durante la crescita, aspetti e qualità del sé, diventano problematici in relazione ad un particolare ambiente fisico o sociale, allora il bambino, per affrontare il conflitto tra il bisogno d’essere accettato e la paura d’essere rifiutato ,(considerando che da bambini un rifiuto, viene percepito come una vera e propria minaccia alla sopravvivenza), verranno alienate quelle qualità del sé considerate inaccettabili . Le qualità del sé rinnegate, così come le sensazioni, i bisogni, le espressioni i movimenti e le immagini,verranno tenute lontane dalla consapevolezza, ma continueranno ad agire nell’ombra.

Così allo stesso modo, il nostro corpo, che ha una struttura biologica di base geneticamente determinata, andrà a creare come risposta creativa alle esperienze di vita vissuta, una struttura corporea di adattamento. Quest’ultima è rappresentata da tutte quelle variazioni individuali,a livello di postura,movimento, tensioni, respirazione, che andranno a formare una struttura cristallizzata, dove l’ espressioni corporee non saranno più consce, ma automatiche e involontarie.
Ad esempio un sentimento di rabbia represso, può portare ad un irrigidimento dei muscoli del collo e della mascella, che rimarranno tali, anche quando, questa emozione, non sarà adeguata al momento vissuto nel presente.

Nella struttura corporea vengono quindi iscritte e plasmate visibilmente, le esperienze individuali. Essa si origina come risposta creativa ad un ambiente difficile, ma anche in relazione al dolore intrinseco della vita. Crescendo si incontrano inevitabilmente esperienze dolorose, che non sono in se stesse causa di danni allo sviluppo del sé, a patto che, possano essere adeguatamente assimilate all’interno della funzionalità organismica.

Ciò che facilita l’assimilazione, é ben rappresentato, dal bacio della mamma sulla ferita del bambino, che lo aiuta a guarire, alleviando un’ esperienza altrimenti insopportabile. Attraverso la presenza affettuosa e il sostegno di una figura di attaccamento o attraverso l’apprendimento di nuove abilità, il bambino può assimilare le esperienze dolorose imparando ad affrontarle senza sacrificare nessuna parte del sé. Altri dolori sono meno assimilabili , sia per la loro intensità e costanza, sia perché richiedono una risposta più complessa ai fini dell‘adattamento oppure perché tale sofferenza può essere diretta a limitare il funzionamento dell’organismo stesso. Gli esempi più lampanti sono forniti dai casi di maltrattamento fisico e/0 di abuso : percosse, violente punizioni umilianti, minacce costanti di lesioni fisiche, manipolazione del corpo, intrusione da parte di altri. Il bambino reagisce a ferite di questo genere ritraendosi dalla superficie di contatto della pelle e dei muscoli e di fronte ad una ferita che si é ripetuta nel tempo, si ritira ancora più lontano dalla fonte del dolore SEPARANDO IL PROPRIO SE’ DAL PROPRIO CORPO rinnegando la sede del dolore, per arginare il danno.

Questo processo di rinnegamento viene strutturato nel corpo, che porta in sè il movimento e il sentimento alienato ed anche il processo attraverso il quale l’IO si disconosce, ossia la tensione che lo esclude dalla consapevolezza e dall’ espressione.
I metodi che rendono possibili il rinnegamento di parti del sé sono :

  • la desensibilizzazione delle sensazioni corporee ( sé-sensorio ).
  • L’inibizione di alcuni movimenti ( sé-motorio ).
  • La sottrazione dell’io all’esperienza corporea ( proiezione del corpo ).
  • La contrazione prolungata, che é una modalità per attutire e smorzare fisicamente le sensazioni corporee, quando sono avvertite, in questo modo si può arrivare ad escludere dalla percezione, anche le emozioni ed i sentimenti.

Nei casi in cui la percezione del sentimento é ancora presente ciò che viene inibito é l’espressione di questa, attraverso un meccanismo di blocco dell‘emozione e del movimento, in questo modo viene disconosciuta la funzione del sé motorio, che ci consente di esprimere i sentimenti, manipolare e trasformare l’ambiente e di relazionarci con gli altri, di creare e modulare i confini difendendo cosi la nostra integrità organismica.
Se l‘atto di tendere le braccia alla ricerca di un contatto per soddisfare il bisogno d’Amore, viene rifiutato o criticato, la muscolatura delle braccia e del torace si tenderanno in opposizione a tale slancio.
Ogni tipo d’espressione emozionale, il pianto, la rabbia, la gioia se criticata o attaccata verrà evitata e così tutti quei movimenti implicati nella loro espressione. Essi possono essere resi inaccessibili al punto tale da venire percepiti come estranei e minacciosi per il proprio senso del sé. E’ possibile attraverso la proiezione del corpo perdere a tal punto il contatto con quest’ultimo, da arrivare a percepirlo come un oggetto.
E’ come se avvenisse una sorta di allontanamento tra l’esperienza del corpo e l’esperienza del sé.

Da Shiatsu e Counselling di Caterina Alessani