TaIji Quan e Gestalt

Qualunque cosa tu possa fare o sognare di poter fare,  incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere e magia.  Incomincia adesso”  Wolfgang Goethe

Sono davanti a questo foglio bianco per scrivere la tesi che sigillerà la fine del mio percorso di studio di counselling gestaltico. Osservo i miei movimenti interni e se emergere la mia consuetudine: resistenze, paure; da dove comincio? Come la imposto? Sarò all’altezza? Sento l’aspettativa che ripongo e il bisogno di fare bene.
Ma più voglio fare bene e più i miei pensieri arrivano confusi e caotici… Mi viene in mente una delle tecniche più importanti della Gestalt: il “Vuoto fertile” che è un modo per trascendere il linguaggio e rimanere ne qui e ora, nel fluire e nel sentire .
Lo psicoterapeuta FritzPerls, padre fondatore della Gestalt, a proposito del “vuoto fertile” scrive: “… l’individuo capace di tollerare l’esperienza del vuoto fertile–speriment ando fino in fondo la propria confusione- e che riesce a divenire consapevole di tutto quanto  richiama la sua attenzione […] ​vedrà che la confusione si trasforma in chiarezza[…]          L’esperienza del vuoto fertile non è né oggettiva né soggettiva. Non è neanche l’introspezione. Semplicemente è. E’ la consapevolezza senza la speculazione sulle cose, su cui si è consapevoli.​”  

”  Forte di questa tecnica lascio fluire i pensieri e incomincio a scrivere…

TAIJI QUAN E GESTALT DI LUCIA MOLINARO

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